copertina aperta vuota.jpeg

CONTATTI:

Il magazine dello sport popolare 

logo spop.jpeglogo spop.jpeg

facebook
instagram
whatsapp

Dello Sconfinare - Boxclub Klein Paris - Lipsia

11/04/2026 09:16

Davide Molinari

Oltre Confine,

Dello Sconfinare - Boxclub Klein Paris - Lipsia

In Germania, si sa, funziona tutto alla perfezione. Lo Stato ha tutto sotto controllo e i pedoni si fermano quando il semaforo è rosso.

webp.webp

In Germania, si sa, funziona tutto alla perfezione. Lo Stato ha tutto sotto controllo e i pedoni si fermano quando il semaforo è rosso. I tedeschi, con il loro imperativo categorico morale e la loro etica lavorativa da emiliani sotto steroidi hanno costruito una macchina perfetta. Non stupisce che poi la gente debba ammazzarsi d’alcool e/o di rave per sopravvivere ad una realtà così faticosamente costruita.

Lo sport rappresenta sempre una valvola di sfogo, specialmente lo sport da combattimento. La pressione sociale e individuale viene convogliata in palestra per evitare che le energie sociali travalichino i confini dello stato di cose presenti e nel processo formare atleti. Al contrario l’abolizione dello stato di cose presenti è (e dovrebbe essere) l’alfa e l’omega di tutti i movimenti sociali che si rispettino e dei compagni che ne fanno parte. È interessante quindi fare una veloce disamina di come i processi di integrazione nel - e di sconfinamento dal - controllo si manifestino in un territorio limite come è quello delle palestre e degli sport da combattimento in Germania, un luogo che ha fatto della disciplina e dell’integrazione dall’alto il suo marchio di fabbrica. Nella prima parte di questo articolo ci occuperemo di provare a grandi linee a descrive il contesto nel quale noi ed altri progetti ci troviamo ad operare.

whatsapp-image-2026-03-13-at-08.29.25.jpeg

La prima cosa da notare è che qui in Germania non esiste il concetto di palestra popolare come la conosciamo in Italia. Questo anche perché non esiste la pratica del centro sociale. O meglio i progetti di centro sociale come lo conosciamo in Italia sono fortemente minoritari nell’ambito del movimento. L’idea secondo la quale un gruppo politico costruisce in un luogo fisico un proprio progetto di cambiamento contro il reale non è la prassi in Germania. Vuoi perché ti sgomberano subito, vuoi perché questo può richiamare forme essenzialiste di comunità. L’attività politica quindi si articola qui in Germania non attorno a gruppi e visioni generali di intervento sociale e politico ma principalmente attorno a campagne su temi puntuali o progetti specifici. A queste campagne prendono poi parte tutti coloro ne vogliono fare parte finché lo ritengono opportuno. Poi ci si concentra su un alto progetto. Questo ha il vantaggio di permettere una quantità di progetti diversi e ben fatti. Lo svantaggio è che la continuità d’intervento è spesso ridotta.
 

Ciò significa che lo sport non è uno strumento di trasmissione e ampiamento di pratiche sociali solidali nel contesto di un progetto o di una organizzazione più grande. Lo sport in Germania per i compagni è principalmente sport. La dimensione dell’intervento sociale nel quartiere c’è ma non è coordinata con altre istanze di lotta. Lo sport è spesso un momento para terapeutico nel quale l’elemento centrale è l’accettazione dell’altro e il fatto di creare un “safe space”, un’attività nella quale si vuole stare bene. Dal momento che la competizione è abolita la qualità tecnica e sportiva non è posta al centro e il livello di prestazione naturalmente ne risente. Lo sconfinamento dalla realtà si dà in questo sport da combattimento popolare tedesco nel momento di cura di sé e degli altri e si esaurisce nel contesto sportivo, tentando – nel migliore dei casi – di allargare questo ad altra gente (della scena), ma essendo separato da progetti politici organizzati generali. Le palestre, per esempio, non partecipano a cortei o coordinamenti e non sono parte di un progetto sociale, così come non sono dentro alla federazione e quindi non combattono ufficialmente. Eventi popolari queste realtà ne organizzano pochissimi e la stragrande maggioranza di questi da Muay Thai.
 

whatsapp-image-2026-03-13-at-08.29.25-(1).jpeg

Questa è la situazione di gruppi che si autorganizzato per fare sport e usano gli spazi di associazioni, centri di cultura giovanile, sale da concerti, centri culturali, solai e garages.

Un fenomeno interessante è la professionalizzazione dello sport da combattimento popolare qui in Germania. Alcune persone orbitanti nella sfera della sinistra, con il tempo, si sono intrippate con lo sport da combattimento e si sono formate, spesso all’estero. Nel riportare le loro conoscenze in Germania molte palestre sono state fondate da una imprenditorialità di sinistra che ha provato, attraverso la creazione di palestre “normali”, a coniugare la passione per lo sport, come detto 99% la Muay Thai, e dei valori genericamente di sinistra.

Queste realtà sono quelle che hanno vissuto e vivono il destino più triste. Assorbite nel vortice dell’autosfruttamento e della ricerca di profitto, sono diventate una parodia dei valori solidali. Carissime, con quote che si aggirano sugli 80 euro al mese, sono diventate delle normalissime palestre che usano il brand e la retorica della sinistra alternativa per avere uno “standing” sufficiente da legittimare la propria sussistenza. Senza alcuna valenza sociale e politica se non quella che viene performata su Instagram, si riproducono. Questa è, direi, la forma dominante di sport “di sinistra” in Germania. Qui lo sconfinamento è solo performato e mai vissuto e comunque accettato solo nella misura in cui il business lo permette, quindi svilito e neutralizzato. Facendo finta di essere intellettuali, si potrebbe dire che la forza di rottura intrinseca nello sport popolare viene da queste strutture sussunta al capitale e alla riproduzione sociale di questo attraverso la messa in scena di valori e pratiche di sinistra (per esempio la centralità delle persone FLINTA*) banalizzate e edulcorate affinché siano integrate e integrabili. 
 

whatsapp-image-2026-04-04-at-12.17.25.jpeg

In questo deserto chiamato pace stiamo provando, nel nostro piccolo, a cambiare qualcosa. Non siamo gli unici che ci provano e per fortuna vari gruppi e iniziative anche qui in Germania tentano di utilizzare lo sport per trasmettere lavori e per promuovere il cambiamento sociale. Ma per non sconfinare dallo spazio di questo articolo, parleremo di questo nel prossimo numero!
 

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder